Stai sfogliando l'archivio mensile di settembre 2010.
Negli ultimi giorni si fa un gran parlare dell’istituzione, in ogni Comune dei cosiddetti Consigli Tributari.
Ma cosa sono?
Nonostante le voci che circolano a riguardo, nessuno ha un’idea precisa su cosa siano ne tantomeno di cosa dovrebbero occuparsi in specifico. Si sa che la loro competenza dovrebbe essere la lotta all’evasione fiscale a livello locale, collaborando con agenzia delle entrate fiamme gialle e Inps.
Premettendo che la lotta all’evasione fiscale sia un obbligo improrogabile per il Paese e apprezzando lo sforzo in questo senso, cerchiamo di capire nello specifico di cosa si sta parlando.
Da un documento ricavato dal sito dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani riusciamo a ricavare alcune informazioni utili. La nuova norma, contenuta nell’art.18, dl. 30 maggio 2010 n.78, prevede l’introduzione di questi Consigli entro il 28 agosto 2010. Tuttavia non prevede alcuna sanzione per i Comuni (al di sopra dei 5000 abitanti), che non suppliscano a tale obbligo.
Una criticità riguarda poi i criteri per la costituzione di tali consigli, ripartiti in modo proporzionale (due seggi su cinque spetterebbero alle minoranze) dei rispettivi consigli comunali. In particolare la materia si rifarebbe all’unica norma vigente in materia, un decreto luogotenziale, il n.77, risalente al 1945 e che prevede:
“ Sono eleggibili a membri dei Consigli e dei Comitati tributari tutti gli elettori iscritti nelle liste, i quali sappiano leggere e scrivere ad eccezione:
a) dei dipendenti dell’Amministrazione provinciale delle imposte dirette e delle tasse ed imposte indirette sugli affari, in attività di servizio, in aspettativa o in disponibilità;
b) dei condannati per violazione delle leggi finanziarie costituente delitto;
c) dei contribuenti morosi per sei rate consecutive al pagamento di imposta erariale o locale definitivamente accertate, finché dura lo stato di morosità e di coloro che non siano assoggettati ad alcuna imposta diretta fino a quando perdura lo stato di non contribuente.
Non possono far parte dello stesso Consiglio o Comitato tributario persone in rapporto di parentela o di affinità entro il terzo grado.
La qualità di componente il Consiglio o il Comitato tributario è incompatibile con quella di consigliere comunale e provinciale.”
Si profila quindi la possibilità, se guardiamo al punto a), di eleggere persone senza competenze specifiche, capacità e conoscenze tecniche adeguate per il conseguimento degli obiettivi prefissi dall’art.18. A meno che una schiera di commercialisti ben disposti non si presenti alle porte dei nostri comuni.
Per quanto riguarda poi l’area di “intervento” di tali consigli: “delineata nella seconda parte dell’art.19 del d.l 78/2010, riguardante la continuazione a regime dell’azione dell’Agenzia del Territorio per l’emersione degli immobili non accatastati, attraverso “un monitoraggio costante del territorio, individuando, in collaborazione con i Comuni, ulteriori fabbricati che non risultano dichiarati al Catasto”. Si tratta di aspetti sui quali è già molto diffusa una collaborazione tra i Comuni e gli uffici provinciali dell’Agenzia, che non sembrano offrire ambiti di particolare rilievo per l’intervento di organi quali i Consigli tributari”.
Questa parte in particolare necessita di una programmazione delle attività molto ben definita in un ambito complesso quale è quello delle regolarizzazioni catastali. A proposito mi è stato ribattuto che chiunque può procedere ad una visura catastale. Questo, devo ammetterlo, lo sapevo anche io, ciò che il tecnico del comune non ha detto è che sulle visure non appare l’abuso edilizio che anzi è da verificare precisamente e con conoscenze adeguate, di tipo tecnico. Inoltre l’abusivismo edilizio è solo una minima parte dell’evasione che spesso è dovuta all’evasione Iva.
Anche gli accertamenti sintetici quindi necessitano di competenze specifiche che non tutti posseggono.
Come diceva giustamente il consigliere comunale Maurizio Gambarelli è necessario affrontare il tema, ma bisogna anche che il governo ci fornisca una più chiara definizione di cosa sono i Consigli Tributari. Inoltre sebbene il provvedimento vada incontro al Federalismo Fiscale, di contro cozza con l’alleggerimento della spesa pubblica voluto dalla finanziaria 2010. Questi Consigli infatti avranno un costo di gestione oltre che una giusta retribuzione per chi ne farà parte.
Unica nota positiva è la quota, pari al 33%, che si prevede aumentare al 50% a decorrere dal 2011, spettante ai comuni che abbiano contribuito all’accertamento e in Italia non è cosa da poco.
La discussione è aperta speriamo di capirne di più nelle prossime settimane.
Livio Lazzari
Salve a tutti
Martedi 14 settembre 2010, si è tentuto il congresso giovani idv della provincia di Reggio Emilia.
Con 28 voti contro 6 della diretta “avversaria”, Viola Pascarella, sono risultato vincitore.
Con l’augurio di poter svolgere un buon lavoro e di essere utile alla comunità mi ripropongo di seguire i punti della mozione presentata e di essere a disposizione di tutti coloro che volessero avvicinarsi al mondo giovanile del partito e della politica.
Cordiali saluti
Livio


